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Rinnovo del Protocollo di Legalità Ministero dell’Interno – Confindustria. Prime indicazioni per le imprese associate

04 mag 2026

VITA ASSOCIATIVA
NOTIZIE ASSOCIATIVE

Il 30 aprile 2026, il Ministero dell’Interno e Confindustria hanno proceduto al rinnovo del Protocollo di Legalità, finalizzato a rafforzare la prevenzione dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata nei rapporti contrattuali tra imprese e fornitori di beni e servizi

Autore: Nicola Gargano

Il rinnovo dell’intesa assume particolare rilievo per il sistema confindustriale e, quindi, anche per le imprese associate, poiché conferma la centralità dei principi di legalità, trasparenza e sicurezza come condizioni essenziali per la libertà d’impresa, la correttezza del mercato e la tutela della concorrenza.

La nuova impostazione del Protocollo, pur mantenendo la natura volontaria dell’adesione, introduce alcune modifiche operative volte a rendere il sistema più sostenibile e concretamente applicabile per le imprese, superando alcune criticità emerse nella precedente fase di attuazione, in particolare con riferimento ai tempi di rilascio della documentazione antimafia. 

In particolare, tra le principali novità si segnalano:

  1. Verifica antimafia mediante comunicazione antimafia

    Viene previsto il riferimento alla comunicazione antimafia, con conseguente semplificazione rispetto al precedente impianto che prevedeva, in determinati casi, anche l’informazione antimafia.
  2. Possibilità di iscrizione sotto condizione risolutiva

    Qualora, a seguito della richiesta tramite BDNA, la Prefettura debba svolgere ulteriori verifiche, decorso il termine di 45 giorni senza esito, l’Associazione potrà procedere all’iscrizione dell’impresa nell’elenco delle aderenti sotto condizione risolutiva.
  3. Controllo dei fornitori sopra la soglia di 50.000 euro

    Le imprese aderenti dovranno servirsi di fornitori di beni e servizi sottoposti a verifica antimafia per tutti i contratti di valore superiore a 50.000 euro, IVA inclusa, nonché per i contratti di valore inferiore qualora, nell’anno solare, la somma dei contratti con il medesimo fornitore superi tale soglia.
  4. Equivalenza con white list e Anagrafe antimafia degli esecutori

    Resta confermata la possibilità di considerare equivalente, ai fini dell’adesione, l’iscrizione in corso di validità nelle white list prefettizie o nell’Anagrafe antimafia degli esecutori.
  5. Tracciabilità dei flussi finanziari

    Le imprese aderenti si impegnano a effettuare i pagamenti relativi ai propri contratti, di importo pari o superiore a 2.000 euro, esclusivamente mediante strumenti idonei a garantire la piena tracciabilità delle operazioni.
  6. Clausole contrattuali verso i fornitori

    Nei contratti con i fornitori dovranno essere inserite specifiche clausole volte a garantire il rispetto degli impegni previsti dal Protocollo, incluse quelle relative alla denuncia di eventuali tentativi di estorsione, pressioni illecite, atti intimidatori o altre forme di condizionamento criminale.
  7. Requisiti preliminari di regolarità

    L’adesione presuppone il rispetto delle prescrizioni normative in materia di pagamento delle retribuzioni, contributi previdenziali e assicurativi, ritenute fiscali, salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e tutela dell’ambiente.

L’adesione al Protocollo resta, dunque, uno strumento volontario ma di grande valore reputazionale e organizzativo, in quanto consente alle imprese di rafforzare i propri presìdi di legalità, qualificare la filiera dei fornitori e contribuire a un sistema economico più trasparente e sicuro.

Nei prossimi giorni, a seguito delle indicazioni operative che saranno fornite da Confindustria, provvederemo a comunicare alle imprese interessate le modalità per procedere alla conferma o alla nuova adesione al Protocollo, nonché la documentazione necessaria.

Gli uffici restano a disposizione per ogni chiarimento e per accompagnare le imprese associate nella corretta applicazione delle nuove previsioni.